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Bel video realizzato dalla Gazzetta dello sport(24/02/10)

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Aggiornamenti sui lavori da Tuttosport(24/02/2010)

Juventus, il 2011 è dietro l’angolo

CRESCE LA JUVE, CRESCE quello che fu il Delle Alpi. Squadra e stadio ora viaggiano, idealmente, di pari passo. Il che sottolinea un ritardo – rispetto ai pia­ni originari – del progetto sportivo su quello edilizio. Non è questo il dato importante, guardando le cose con un minimo di prospettiva. Quel che conta davve­ro è che in corso Galileo Ferraris si industrino per fa­re giocare una grande squadra all’interno di un me­raviglioso impianto. I lavori procedono.

Le attuali linee parallele dovrebbero infine converge­re all’inizio della stagione 2011-12. Perquella data Del Piero e compagni avranno a disposizione la loro nuo­va casa, capace di contenere 41 mila spettatori. Nem­meno troppi, considerando l’enormità dell’universo bianconero. Tanti, invece, se prendiamo a parametro la prevendita di Juventus-Ajax: 13 mila biglietti ven­duti a ieri. Il compito dell’attuale dirigenza consiste nel recuperare consenso, quindi pubblico. Nel riempire quegli immaginari spazi vuoti con vittorie, entusia­smo, spirito di appartenenza.

Per questo le prossime mosse risulteranno decisive. Occorre individuare il tecnico a cui legare il famoso progetto e, poi, cucirgli addosso una squadra capace di tornare a imporsi in Italia ed Europa. Alberto Zac­cheroni, a proposito di consenso, guadagna posizioni. Cesare Prandelli soprattutto, e Rafa Benitez guidano la corsa. Occorre decidere in fretta, darsi una precisa strategia e non voltarsi indietro. Il 2011 è domani.
Gianni Lovato

Stadio Juve, atmosfera inglese e scelte rivoluzionarie

MARINA SALVETTI
TORINO. « Mattone dopo mattone, stiamo contri­buendo tutti alla costruzio­ne di qualcosa » . Le parole del capitano Alessandro
Del Piero sono ovviamen­te simboliche, ma accanto alla realizzazione del pro­getto squadra, alla quale stanno lavorando lo staff tecnico e i giocatori, alla Juventus si sta creando an­che un’opera concreta, quello dello stadio.

TEMPI Mattone dopo mat­tone, anzi pilone dopo pilo­ne, la nuova casa dei bian­coneri non è più – o meglio, non è soltanto – un cantie­re informe, con montagne di sabbia e terra, gru, esca­vatori e crateri. Il nuovo impianto sta pian piano prendendo forma e neppu­re le nevicate o le piogge dell’ultimo periodo hanno rallentato il lavoro. A qua­si un anno dall’avvio della costruzione e a 15 mesi dalla sua conclusione, la tabella di marcia sta ri­spettando i tempi previsti. E se per ritrovare lo skyli­ne
del vecchio Delle Alpi, con i due pennoni issati verso il cielo, nuovo simbo­lo di Torino, occorre aspet­tare l’estate, adesso è già possibile scorgere sul lato est le nuove tribune del se­condo livello, quello inter­medio.

GRADINATE Inizia da qui il viaggio nel nuovo stadio, che attende ancora un no­me, ma per il quale ci sta lavorando Sporfive. Inizia da dove siederanno i tifosi, futura anima del tempio bianconero: la Scirea nord, almeno nella parte centra­le, è realizzata a metà. Già si intravvedono anche le gradinate del livello infe­riore, quello che sfocerà di­rettamente sul campo, e già ci sono i basamenti per il terzo e ultimo livello. « Tra quindici giorni – spie­ga l’ingegner Giovanni Be­nedetto,
componente dello staff di direzione lavori guidato dall’ingegner Er­betta
- cominceremo a co­struire il livello superiore. I gradoni e le travi sono pre­fabbricate, qui le assem­bliamo » .
SCHELETRO Sul lato op­posto, nel settore ovest, ri­mane lo scheletro della vecchia struttura: dell’atrio d’onore restano soltanto i muri portanti, ormai liberi dagli specchi che abbelliva­no l’area. E c’è voluta an­che parecchia insistenza per convincere gli operai a demolirli perché – si sa ­porta male. In questa zona sorgeranno i due ristoran­ti, il magazzino e, al piano inferiore, ecco gli spoglia­toi, il luogo sacro e inviola­bile della squadra. Rispetto a prima, verranno triplica­ti perché, eliminando la pi­sta di atletica, viene dato più spazio alla struttura. Su questo lato verranno co­struiti anche i 64 palchi, la tribuna d’onore e stampa, nell’altro invece sorgerà il museo della Juventus, dove sarà raccontata la storia ultracentenaria del club e dove verranno conservati i cimeli, sicuramente un luo­go d’attrazione per le visite guidate dei tifosi.

MODELLO INGLESE Dal tunnel si sbuca in quello che sarà il campo vero e proprio, adesso soltanto un ammasso di detriti e fango. Le panchine sono ancora in fase di costruzione, ma la loro collocazione è già rivo­luzionaria, almeno in Ita­lia. Non saranno infatti po­sizionate a bordo campo, come normalmente accade negli altri campi della se­rie A, ma in mezzo alla tri­buna e quindi a contatto con il pubblico sull’esempio inglese. Come non ricor­darsi, nell’ultima sfida con­tro una squadra inglese, ovvero il Chelsea l’anno scorso in Champions, dove erano seduti Claudio Ra­nieri
e Guus Hiddink a Stamford Bridge? Pratica­mente in mezzo ai tifosi. E così succederà anche nel nuovo impianto biancone­ro: non soltanto il pubblico delle prime file sarà ad ap­pena 7,5 metri di distanza dal campo, ma i tifosi sedu­ti nella parte bassa della tribuna ovest saranno ac­canto ai giocatori e ai tecni­ci in panchina.
SCAVI Intanto, una squa­dra di operai ( attualmente sono 160, ai quali bisogna aggiungere tecnici e inge­gneri per un totale di 200 persone) si sta occupando del basamento dei due pen­noni che, con un’altezza di 85 metri, trenta in più del vecchio Delle Alpi, si sta­glieranno nel cielo di Tori­no. Per ora sono stati sca­vati all’esterno delle curve due enormi buchi, dal dia­metro di 10 metri l’uno, do­ve è stata fatta un’inizie­zione di cemento sino a una profondità di 9 metri: qui, tra giugno e luglio, ver­ranno impiantati i due pennoni che sorreggeranno la copertura dello stadio. Il tetto, che peserà 3.500 ton­nellate mentre la zavorra che farà da contrappeso sarà di 11 mila tonnellate, sarà costruito altrove, in grandi pezzi: 60 travi, poi tagliate per permetterne il trasporto in 4 pezzi da 20­25 metri. E per assemblar­lo in loco e innalzarlo oc­correranno almeno due giorni.

SICUREZZA Nel rispetto delle norme di legge, un campione di ogni getto di calcestruzzo viene conser­vato in appositi contenitori e, dopo 28 giorni, portato in laboratorio. Qui si proce­derà a spaccarlo con una pressa e a misurare la con­sistenza, che deve essere uguale a quella indicata nel progetto. Stesso iter per i campioni di ferro, la cui consistenza viene an­ch’essa verificata in labora­torio.

INAUGURAZIONE Matto­ne dopo mattone, il proget­to di Jean Claude Blanc
sta prendendo forma. Lo stadio per le famiglie è a metà dell’opera: nel mag­gio 2011 il cantiere dovreb­be concludersi e a luglio è programmata un’amiche­vole di inaugurazione, in attesa che Alessandro Del Piero possa calpestare l’er­ba del nuovo impianto a partire dalla stagione 2011- 12.


TORINO. Centocinque milioni.
Tanto costa il nuovo stadio della Juventus: alla somma però vanno aggiunti 25 milioni serviti per i diritti di superficie che il club sta ancora pagando al comune di Torino e un’altra ventina per gli oneri di urbanizzazioni. Se si aggiunge poi l’investimento di Nordiconad per l’area commerciale, la somma sale a 200 milioni.
Un’opera finanziata – come ama sottolineare il presidente Jean Claude Blanc – senza intaccare risorse da destinare alla squadra e al mercato, ma attraverso tre operazioni distinte.
LE TRE VIE Primo tassello è l’accordo siglato con Sportfive, che garantisce alle casse bianconere 75 milioni, la parte più cospicua del finanziamento. L’accordo ha soddisfatto i dirigenti bianconeri per la tempistica, perché ha preceduto il crollo delle Borse che avrebbe potuto rallentare o modificare le cifre della trattativa, e per la disponibilità di Sportfive ad anticipare una parte dell’investimento. Il versamento di 6,25 milioni, per dodici anni, in cambio della gestione dei naming right avrebbe dovuto iniziare nel 2011, a stadio costruito. Invece la società di marketing sportivo ha già sborsato una quota per permettere i lavori di demolizione. Il secondo tassello è il mutuo con il Credito Sportivo per 50 milioni, con un tasso d’interesse agevolato, al 3,50%, per una durata di 15 anni. L’ultimo tassello è la vendita a Nordiconad di un ramo d’azienda (l’area commerciale attorno all’impianto) per 20,25 milioni che, in parte, serviranno a pagare gli interessi del mutuo con il Credito Sportivo.
RICAVI Con il nuovo impianto la Juventus raddoppierà i ricavi da stadio, passando da 15-20 a 40 milio­ni. Ma per raggiungere i grandi av­versari europei, come Manchester United e Real Madrid, che fattura­no oltre cento milioni dallo stadio, la strada è ancora lunga. M.S.

Negozi, asilo, ristoranti e il museo del club nell’impianto aperto sette giorni su sette
Avrà una capienza di 41 mila posti e 4 mila posti auto. Due le linee guida: funzionalità e sicurezza.
E farà risparmiare: nel 2011 invariato il costo di biglietti e abbonamenti

TORINO. Nella corsa a Eu­ro 2016, lo stadio della Ju­ventus è l’unico, nel pano­rama italiano, a risponde­re a tutti i requisiti imposti dall’Uefa. E a poter essere equiparato agli avveniristi­ci impianti che sorgono or­mai un po’ ovunque nella vecchia Europa e non sol­tanto in Inghilterra. Del resto, come ha ricordato al­la presentazione, nel no­vembre 2008, uno dei pro­gettisti, Gino Zavanella,
del nuovo stadio si iniziò addirittura a parlare nel 1998. La gestazione è stata dunque lunga e ha subito almeno due frenate: prima con Calciopoli, poi con la mancata assegnazione di Euro 2012. Ma alla fine, quando Jean Claude Blanc
e il Consiglio di Ammini­strazione hanno dovuto scegliere tra il progetto mi­nimal, ovvero le sole opere di manutenzione ordinaria del vecchio delle Alpi, e quello maxi, cioè un im­pianto costruito sulle cene­ri di quello esistente, non hanno avuto dubbi su qua­le strada percorrere.

NUMERI Lo stadio avrà una capienza di 41 mila po­sti, tutti a sedere, occuperà un’area totale di 355 mila metri quadrati, ci saranno 4 mila posteggi, 8 aree ri­storazione, 20 bar, 459 po­stazioni stampa, 64 palchi, 34 mila mq di aree com­merciali, sui quali sorge­ranno una galleria di nego­zi, uno shopping center e un magazzino di bricolage e fai- da- te, e 30 mila mq tra aree verdi e piazze. La Juventus inaugurerà an­che il museo del club e sta pensando, per il futuro, di trasferire anche la sede.
STESSI PREZZI Stadio nuovo, prezzi vecchi. Il pri­mo segnale verso i tifosi è quello del risparmio: il co­sto dei biglietti e degli ab­bonamenti non aumente­ranno quando la Juventus, dalla stagione 2011- 12, an­drà a giocare nel nuovo im­pianto. Del resto, se la poli­tica del presidente è quella, più volte ribadita, di uno stadio pensato per le fami­glie, occorre anche tenere presente il costo della vita.

EFFETTO FAMIGLIE Le linee guida del nuovo sta­dio sono due: funzionalità e sicurezza. L’impianto è confortevole per il pubbli­co: senza pista d’atletica, i tifosi possono essere dav­vero vicini al campo, gode­re di un’ottima visibilità e far sentire ancora di più il loro sostegno alla squadra. In più, sarà una struttura dotata di tanti servizi, da vivere sette giorni su sette e non soltanto per la parti­ta.
E poi c’è la garanzia di un impianto sicuro: non ci sono scale e in caso di emergenza può essere eva­cuato nell’arco di pochi mi­nuti.

EFFETTO GOL Due desi­gn torinesi si occupano de­gli interni e degli esterni. Fabrizio Giugiaro ha pro­gettato il rivestimento del­l’impianto che dà l’effetto gol: si tratta di lamelle ela­stiche di metallo che si muovono come se fossero una grande bandiera quan­do c’è il vento o forti vibra­zione. E se qualcuno segna, allo scoppio del boato da parte dei tifosi, ci sarà an­che un’onda lunga all’e­sterno con il movimento della struttura. Forte im­patto di linee anche gli in­terni griffati Pininfarina:
le linee saranno semplice ma di grande personalità. E i giocatori dovranno at­tendersi parecchi novità e sorprese nell’allestimento dello spogliatoio.
M.S.

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Vecchio articolo tratto da Repubblica dell’86

Tanto per farci un’idea di come era la situazione allora nel momento in cui si optò per costruire il Delle Alpi


Repubblica — 16 dicembre 1986

TORINO – Si diceva una volta da queste parti: il lavoratore medio torinese è dipendente Fiat, vive in case di costruzione Fiat, viaggia su vetture Fiat e su autostrade Fiat, manda i figli nelle colonie Fiat, legge il quotidiano della Fiat e alla domenica va a vedere la Juventus che è della Fiat o il Torino, il cui presidente è però Sergio Rossi che è anche presidente del Comau supercontrollato dalla Fiat. L’ avvocato Agnelli avrebbe voluto completare quest’ opera di superpresenza costruendo anche uno stadio comunale all’ altezza dei Mondiali del 1990. Ma il progetto della Fiat Engineering, almeno in prima battuta, è stato bocciato. Scacco matto per l’ Avvocato? Sembrerebbe di sì. Ma il guaio più grosso lo passa la giunta di pentapartito che si è sbriciolata e rischia di aggiungere un nuovo argomento alla verifica politica in corso. Sulla vicenda dello stadio si è infatti creata una nuova maggioranza, che va dai comunisti ai missini, coinvolgendo due delle componenti dell’ alleanza a cinque. Ma la partita è ancora tutta da giocare, anche se non rimane molto tempo dal momento che, se si vorrà allestire un nuovo stadio per i Mondiali del ‘ 90, i lavori di costruzione dovranno cominciare non più tardi del maggio ‘ 87. I fatti. La commissione nominata dal consiglio comunale avrebbe dovuto decidere entro il 24 novembre sulle otto proposte presentate da altrettanti gruppi. Tra polemiche e contrasti si è arrivati a sabato scorso allorchè i sette commissari si sono trovati a dover decidere su tre progetti superstiti realizzati dalle società Acquamarcia di Roma; Stadium (Recchi, Rozzi, Ccpl); Fiat Engineering e Bocci di Teramo. In oltre tre ore di sedute si è proceduto a quattro votazioni: il primo pronunciamento ha visto Lorenzo Matteoli (Psi), Ricciotti Lerro (Psdi) e Luigi Passoni (Pci) a favore dell’ Acquamarcia; il vicesindaco repubblicano Aldo Ravaioli e il democristiano Andrea Galasso per la soluzione Fiat; il liberale Ermanno Tedeschi e il missino Ugo Martinat per Stadium. Successivamente Tedeschi si è spostato sulla Fiat, ma ci voleva la maggioranza assoluta per decidere. Ha provveduto Martinat optando per l’ Acquamarcia. E’ passato dunque il progetto romano presentato dall’ impresa Intercostruzioni su elaborazione degli architetti Sergio Hutter e Toni Cordero? Sarebbe così se tutto filasse secondo le indicazioni della commissione: grande stadio da settantamila posti, tutti a sedere, seminterrato e con grandi dispositivi di sicurezza, in zona Vallette alla periferia Nord della città. Ma la situazione non è lineare come sembra. A complicarla sono problemi politici e tecnici. Il sindaco socialista Giorgio Cardetti ha già provveduto a gettare acqua sul fuoco dichiarando che attende per oggi una relazione di Ravaioli. L’ ultima parola spetterà comunque al consiglio che dovrà pronunciarsi su delibera della giunta. Le opposizioni attaccano sul fronte politico e sostengono che ancora una volta la maggioranza ha mostrato di non essere tale. Certo il parere dei commissari era a titolo personale, ma è difficile non coglierne gli aspetti politici. Se ne parlerà in sede di verifica. E non è tutto. Il nuovo stadio prevede anche una pista per l’ atletica e questo complica ulteriormente le cose. Il Comune si era pronunciato per uno stadio nuovo con pista, preventivando l’ abbattimento del vecchio stadio che a sua volta è dotato di un’ altra pista. La Sovrintendenza e il ministero dei Beni ambientali hanno però posto un vincolo sul vecchio Comunale, mantenendolo anche dopo il ricorso del Comune, per cui adesso Torino rischia di trovarsi con due stadi e due impianti per l’ atletica. Che fare a questo punto? Nelle ultime ventiquattr’ ore sono circolate parecchie ipotesi. Si parla di un nuovo progetto, ma questo rimette fatalmente in gioco anche i concorrenti usciti perdenti dal primo round. E c’ è anche chi prevede la possibilità d’ una alleanza tra la Fiat Engineering e la Stadium. In ogni caso si dovrà arrivare a una soluzione in tempi strettissimi: che non sono poi quelli della politica e in questo caso neppure quelli tecnici, a meno che non si riesca a predisporre nuovi progetti in venti giorni. Per il momento sono tutti scontenti. Scontento l’ avvocato Agnelli, suo fratello Umberto e Giampiero Boniperti che volevano uno stadio senza pista, senza rischi di nebbia e possibilmente realizzato dalla società di famiglia; preoccupata la maggioranza per una spaccatura che minaccia di produrre serie conseguenze; in fermento l’ opposizione comunista che dice d’ aver approvato la meno peggio delle soluzioni; frastornati i torinesi che temono di vedere sfumare la possibilità di ospitare i Mondiali. E sarebbe davvero buffo con due squadre come Juventus e Torino…

- di SALVATORE TROPEA

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Presentata la candidatura italiana per EURO 2016

Ecco qui la presentazione della candidatura italiana che dovrà vedersela con Francia e Turchia

>>>CLIKKA QUI<<<<

Mi verrebbe da paragonarla al pranzo di santo stefano in cui si riciclano tutti gli avanzi di natale per far una discreta figura con gli amici

Gli unici progetti decenti e realmente fattibili(perchè sensati) sono milano, torino, udine, cagliari e palermo.
Aggiungiamoci roma, che è uno stadio molto bello ma per l’atletica e siamo a 6
Qualunque euro messo negli altri impianti è denaro bruciato. anche il solo pensiero che qualcuno l’abbia preso in cosiderazione mi fa rabbrividire.

- verona, napoli firenze e bari sono da abbattere(il san nicola sarà anche bello ma è più inutile di tom cruise)
- cesena sta bene così com è; già sovradimensionato di suo, ha bisogno al massimo di ritocchi ma non certo col fine di ospitare un europeo
- parma ha bisogno di un restyling ma nn sarà mai adatto per un europeo.

Se lo scopo era quello di fare una lista per mettere qualcosa, tanto valeva mettere Trieste, che almeno è bello.

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Impianti anno zero, solo la Juve è avanti

tratto da La Stampa del 16/02/09


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Video di juvechannel sull’avanzamento dei lavori (03/02/10)

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Primarie bianconere per il museo dei Grandi

Per due settimane su Internet sarà possibile votare i 50 giocatori più importanti della storia juventina, da immortalare nel nuovo stadio. Cento candidati, da Platini fino a Galia: non mancano le curiosità

GUIDO VACIAGO
TORINO. Che c’azzecca Roberto Galia con Michel
Platini? Con tutto il rispetto per Galia ( onesto mediano e goleador nella finale di Copp’Italia del 1990), verrebbe da rispondere: niente. Ma le primarie juventine sono democratiche e mettono insieme cento candidati provenienti da ogni angolo della storia bianconera, anche i più nascosti. Si può votare da ieri e alla fine, cioè fra un paio di settimane, saranno “ eletti” i cinquanta juventini di sempre, destinati all’immortalità nel nuovo stadio.

USA E COPIA Nell’impianto, che sta nascendo sulle ceneri del vecchio Delle Alpi e che verrà inaugurato nel maggio del prossimo anno, ci sarà infatti una hall of fame, concetto importato dagli Usa dove la storia dello sport è cosa seria e il passato viene celebrato con attenzione in quelle che, tradotte letteralmente, si possono definire “ sale della gloria”, dove vengono idealmente raccolti i più grandi e che vengono aggiornate con i nuovi miti. Accedere a una hall of fame, che si tratti di rock’n’roll, di basket o di football non è una cosa facile: non sono luoghi per meteore e ci possono entrare solo quelli che vengono ritenuti universalmente Grandi.

REFERENDUM Quella juventina vorrebbe nascere con gli stessi presupposti, anche se al posto del giudizio insindacabile di un comitato di esperti che governa le hall of fame americane, il club bianconero ha scelto la strada del referendum popolare, un po’ Sanremo un po’ Pd. Attenzione, però, perché il suffragio è tutt’altro che universale: voteranno, infatti, solo gli Juventus Member e i soci degli Juventus Club Doc, ovvero coloro i quali hanno direttamente o indirettamente versato qualche euro nelle casse juventine. Sarà quindi un elettorato potenziale di sessantamila persone in rappresentanza di un popolo di quattrodici milioni di tifosi: statisticamente è comunque un campione attendibile.

CINQUE NOMI Ogni elettore juventino avrà cinque preferenze a sua disposizione e, quindi, dovrà stare attento a distribuirle, perché quando si sale sulla giostra dei cento nomi si può anche perdere la bussola, fra tanta e tale storia. Perché se qualche nome meno eccellente può stupire ( Luciano Favero,
Igor Tudor e Marcelo Zalayeta hanno tutti contribuito alla storia, ma in un elenco di cinquanta grandissimi forse stonerebbero un po’), la maggior parte della lista è emozionante.

DA ANASTASI A ZOFF Perché uno può muoversi fra scelte più convenzionali: da Platini a Zidane,
passando per Sivori, Boniperti e Del Piero. Ma anche scegliere vie alternative e altrettanto importanti: come si fa a non votare per Furino, Zoff, Cabrini, Bettega e Tardelli? E poi Scirea, Peruzzi, Tacconi, Vialli, Trezeguet, Baggio, Brady… Per non parlare di epoche più lontane, come gli eroi del quinquennio, i pionieri, i grandi personaggi degli Anni 50. E’ una scelta non facile, fra cento volti che scorrono sullo schermo del computer.

IL CRITERIO Sono stati scelti secondo un criterio piuttosto rigido e scientifico per evitare contestazioni: ci sono tutti quelli con più di 100 gol o 150 presenze, tutti quelli che hanno vestito la fascia di capitano, tutti i vincitori di Pallone d’Oro. Ed effettivamente non sembrano esserci assenze gravi o clamorose ( mancano i fratelli Canfari che non hanno 150 presenza, ma la Juventus l’hanno fondata, forse però verranno ricordati in altro modo). Piuttosto sarà interessante vedere come si distribuiranno i voti: inevitabile pensare che gli ultimi trenta/ quaranta anni di storia prevarranno. Chi voterà per Combi, il
Buffon degli Anni 30? Qualcuno che ne ha letto e se l’è sentito raccontare dal nonno, eppure è stato fondamentale per la conquista di cinque scudetti e ha giocato nella Juventus per tredici anni.

IL BRIVIDO Una volta scelti, bisognerà trovare una casa per questi campioni e su questa parte del progetto non c’è ancora certezza. Si parla di cinquanta stelle di metallo che impreziosiranno l’area pedonale intorno al nuovo stadio, così come di un’area del museo che nascerà all’interno dell’impianto.
Comunque vada, i cinquanta nomi che verranno scelti nelle prossime due settimane si guadagneranno l’immortalità per generazioni di tifosi. Il che, a pensarci bene, regala un brivido più emozionante di una CoppaCampioni.

tuttosport.com


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News da juvechannel (2/2/10)

riporto il commento di Pablito74 che ha seguito la trasmissione:

Al 231 show hanno intervistato l’ing. Abrate e hanno fatto vedere qualche breve immagine……:

Tempi rispettati, fine febbraio prima settimana di marzo arrivano i primi pezzi dei piloni che verranno montati in cantiere, in estate verrà issata la copertura….la novità che hanno deciso di recuperare 8.000m2 dal settore est dove faranno il museo, Abrate ha specificato che questo lavoro non era compreso nella gara d’appalto e sperano di finirlo per fine maggio 2011, data di consegna dell’impianto…..

Dalle immagini si vede che hanno finito di montare le gradinate basse nel settore est e hanno cominciato la semi curva che porta alla curva nord….come dimostrato dalle foto di Curva e Gianni……

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Foto-aggiornamento by Curvasudfiladelfia(30/01/10)

Riporto testualmente:

Ieri sono andato a fare qualche foto fuori dallo stadio.

Hanno transennato la zona a ridosso del vecchio settore ospiti e hanno incominciato a lavorare al centro commerciale. Dentro stanno lavorando, anche se da fuori non si vede molto.

Come si vede dalle foto hanno iniziato a costruire le colonne (non so il termine tecnico) che sosterranno gli spalti, segno che a breve anche gli altri settori incominceranno ad avere i loro spalti.

Ecco le foto

1) foto dei sostegni che sosterranno le gradinate dalla nord

2) altri sostegni della nord e sullo sfondo quelli della sud

3) le gradinate della est

4) i lavori per le entrate della est e l’inizio dei lavori per la costruzione del secondo anello

5) i lavori per le V rovesciate

6) i lavori del centro commerciale

7) altri lavori del centro commerciale

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Foto-aggiornamento by TRAX (14/01/10)

Per adesso da fuori non si vedono ancora le gradinate

Nei pressi del nuovo Centro Commerciale c’è movimento




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