
Juventus, il 2011 è dietro l’angolo
CRESCE LA JUVE, CRESCE quello che fu il Delle Alpi. Squadra e stadio ora viaggiano, idealmente, di pari passo. Il che sottolinea un ritardo – rispetto ai piani originari – del progetto sportivo su quello edilizio. Non è questo il dato importante, guardando le cose con un minimo di prospettiva. Quel che conta davvero è che in corso Galileo Ferraris si industrino per fare giocare una grande squadra all’interno di un meraviglioso impianto. I lavori procedono.
Le attuali linee parallele dovrebbero infine convergere all’inizio della stagione 2011-12. Perquella data Del Piero e compagni avranno a disposizione la loro nuova casa, capace di contenere 41 mila spettatori. Nemmeno troppi, considerando l’enormità dell’universo bianconero. Tanti, invece, se prendiamo a parametro la prevendita di Juventus-Ajax: 13 mila biglietti venduti a ieri. Il compito dell’attuale dirigenza consiste nel recuperare consenso, quindi pubblico. Nel riempire quegli immaginari spazi vuoti con vittorie, entusiasmo, spirito di appartenenza.
Per questo le prossime mosse risulteranno decisive. Occorre individuare il tecnico a cui legare il famoso progetto e, poi, cucirgli addosso una squadra capace di tornare a imporsi in Italia ed Europa. Alberto Zaccheroni, a proposito di consenso, guadagna posizioni. Cesare Prandelli soprattutto, e Rafa Benitez guidano la corsa. Occorre decidere in fretta, darsi una precisa strategia e non voltarsi indietro. Il 2011 è domani.
Gianni Lovato

Stadio Juve, atmosfera inglese e scelte rivoluzionarie
MARINA SALVETTI
TORINO. « Mattone dopo mattone, stiamo contribuendo tutti alla costruzione di qualcosa » . Le parole del capitano Alessandro
Del Piero sono ovviamente simboliche, ma accanto alla realizzazione del progetto squadra, alla quale stanno lavorando lo staff tecnico e i giocatori, alla Juventus si sta creando anche un’opera concreta, quello dello stadio.
TEMPI Mattone dopo mattone, anzi pilone dopo pilone, la nuova casa dei bianconeri non è più – o meglio, non è soltanto – un cantiere informe, con montagne di sabbia e terra, gru, escavatori e crateri. Il nuovo impianto sta pian piano prendendo forma e neppure le nevicate o le piogge dell’ultimo periodo hanno rallentato il lavoro. A quasi un anno dall’avvio della costruzione e a 15 mesi dalla sua conclusione, la tabella di marcia sta rispettando i tempi previsti. E se per ritrovare lo skyline
del vecchio Delle Alpi, con i due pennoni issati verso il cielo, nuovo simbolo di Torino, occorre aspettare l’estate, adesso è già possibile scorgere sul lato est le nuove tribune del secondo livello, quello intermedio.
GRADINATE Inizia da qui il viaggio nel nuovo stadio, che attende ancora un nome, ma per il quale ci sta lavorando Sporfive. Inizia da dove siederanno i tifosi, futura anima del tempio bianconero: la Scirea nord, almeno nella parte centrale, è realizzata a metà. Già si intravvedono anche le gradinate del livello inferiore, quello che sfocerà direttamente sul campo, e già ci sono i basamenti per il terzo e ultimo livello. « Tra quindici giorni – spiega l’ingegner Giovanni Benedetto,
componente dello staff di direzione lavori guidato dall’ingegner Erbetta
- cominceremo a costruire il livello superiore. I gradoni e le travi sono prefabbricate, qui le assembliamo » .
SCHELETRO Sul lato opposto, nel settore ovest, rimane lo scheletro della vecchia struttura: dell’atrio d’onore restano soltanto i muri portanti, ormai liberi dagli specchi che abbellivano l’area. E c’è voluta anche parecchia insistenza per convincere gli operai a demolirli perché – si sa porta male. In questa zona sorgeranno i due ristoranti, il magazzino e, al piano inferiore, ecco gli spogliatoi, il luogo sacro e inviolabile della squadra. Rispetto a prima, verranno triplicati perché, eliminando la pista di atletica, viene dato più spazio alla struttura. Su questo lato verranno costruiti anche i 64 palchi, la tribuna d’onore e stampa, nell’altro invece sorgerà il museo della Juventus, dove sarà raccontata la storia ultracentenaria del club e dove verranno conservati i cimeli, sicuramente un luogo d’attrazione per le visite guidate dei tifosi.
MODELLO INGLESE Dal tunnel si sbuca in quello che sarà il campo vero e proprio, adesso soltanto un ammasso di detriti e fango. Le panchine sono ancora in fase di costruzione, ma la loro collocazione è già rivoluzionaria, almeno in Italia. Non saranno infatti posizionate a bordo campo, come normalmente accade negli altri campi della serie A, ma in mezzo alla tribuna e quindi a contatto con il pubblico sull’esempio inglese. Come non ricordarsi, nell’ultima sfida contro una squadra inglese, ovvero il Chelsea l’anno scorso in Champions, dove erano seduti Claudio Ranieri
e Guus Hiddink a Stamford Bridge? Praticamente in mezzo ai tifosi. E così succederà anche nel nuovo impianto bianconero: non soltanto il pubblico delle prime file sarà ad appena 7,5 metri di distanza dal campo, ma i tifosi seduti nella parte bassa della tribuna ovest saranno accanto ai giocatori e ai tecnici in panchina.
SCAVI Intanto, una squadra di operai ( attualmente sono 160, ai quali bisogna aggiungere tecnici e ingegneri per un totale di 200 persone) si sta occupando del basamento dei due pennoni che, con un’altezza di 85 metri, trenta in più del vecchio Delle Alpi, si staglieranno nel cielo di Torino. Per ora sono stati scavati all’esterno delle curve due enormi buchi, dal diametro di 10 metri l’uno, dove è stata fatta un’iniziezione di cemento sino a una profondità di 9 metri: qui, tra giugno e luglio, verranno impiantati i due pennoni che sorreggeranno la copertura dello stadio. Il tetto, che peserà 3.500 tonnellate mentre la zavorra che farà da contrappeso sarà di 11 mila tonnellate, sarà costruito altrove, in grandi pezzi: 60 travi, poi tagliate per permetterne il trasporto in 4 pezzi da 2025 metri. E per assemblarlo in loco e innalzarlo occorreranno almeno due giorni.
SICUREZZA Nel rispetto delle norme di legge, un campione di ogni getto di calcestruzzo viene conservato in appositi contenitori e, dopo 28 giorni, portato in laboratorio. Qui si procederà a spaccarlo con una pressa e a misurare la consistenza, che deve essere uguale a quella indicata nel progetto. Stesso iter per i campioni di ferro, la cui consistenza viene anch’essa verificata in laboratorio.
INAUGURAZIONE Mattone dopo mattone, il progetto di Jean Claude Blanc
sta prendendo forma. Lo stadio per le famiglie è a metà dell’opera: nel maggio 2011 il cantiere dovrebbe concludersi e a luglio è programmata un’amichevole di inaugurazione, in attesa che Alessandro Del Piero possa calpestare l’erba del nuovo impianto a partire dalla stagione 2011- 12.


TORINO. Centocinque milioni.
Tanto costa il nuovo stadio della Juventus: alla somma però vanno aggiunti 25 milioni serviti per i diritti di superficie che il club sta ancora pagando al comune di Torino e un’altra ventina per gli oneri di urbanizzazioni. Se si aggiunge poi l’investimento di Nordiconad per l’area commerciale, la somma sale a 200 milioni.
Un’opera finanziata – come ama sottolineare il presidente Jean Claude Blanc – senza intaccare risorse da destinare alla squadra e al mercato, ma attraverso tre operazioni distinte.
LE TRE VIE Primo tassello è l’accordo siglato con Sportfive, che garantisce alle casse bianconere 75 milioni, la parte più cospicua del finanziamento. L’accordo ha soddisfatto i dirigenti bianconeri per la tempistica, perché ha preceduto il crollo delle Borse che avrebbe potuto rallentare o modificare le cifre della trattativa, e per la disponibilità di Sportfive ad anticipare una parte dell’investimento. Il versamento di 6,25 milioni, per dodici anni, in cambio della gestione dei naming right avrebbe dovuto iniziare nel 2011, a stadio costruito. Invece la società di marketing sportivo ha già sborsato una quota per permettere i lavori di demolizione. Il secondo tassello è il mutuo con il Credito Sportivo per 50 milioni, con un tasso d’interesse agevolato, al 3,50%, per una durata di 15 anni. L’ultimo tassello è la vendita a Nordiconad di un ramo d’azienda (l’area commerciale attorno all’impianto) per 20,25 milioni che, in parte, serviranno a pagare gli interessi del mutuo con il Credito Sportivo.
RICAVI Con il nuovo impianto la Juventus raddoppierà i ricavi da stadio, passando da 15-20 a 40 milioni. Ma per raggiungere i grandi avversari europei, come Manchester United e Real Madrid, che fatturano oltre cento milioni dallo stadio, la strada è ancora lunga. M.S.

Negozi, asilo, ristoranti e il museo del club nell’impianto aperto sette giorni su sette
Avrà una capienza di 41 mila posti e 4 mila posti auto. Due le linee guida: funzionalità e sicurezza.
E farà risparmiare: nel 2011 invariato il costo di biglietti e abbonamenti
TORINO. Nella corsa a Euro 2016, lo stadio della Juventus è l’unico, nel panorama italiano, a rispondere a tutti i requisiti imposti dall’Uefa. E a poter essere equiparato agli avveniristici impianti che sorgono ormai un po’ ovunque nella vecchia Europa e non soltanto in Inghilterra. Del resto, come ha ricordato alla presentazione, nel novembre 2008, uno dei progettisti, Gino Zavanella,
del nuovo stadio si iniziò addirittura a parlare nel 1998. La gestazione è stata dunque lunga e ha subito almeno due frenate: prima con Calciopoli, poi con la mancata assegnazione di Euro 2012. Ma alla fine, quando Jean Claude Blanc
e il Consiglio di Amministrazione hanno dovuto scegliere tra il progetto minimal, ovvero le sole opere di manutenzione ordinaria del vecchio delle Alpi, e quello maxi, cioè un impianto costruito sulle ceneri di quello esistente, non hanno avuto dubbi su quale strada percorrere.
NUMERI Lo stadio avrà una capienza di 41 mila posti, tutti a sedere, occuperà un’area totale di 355 mila metri quadrati, ci saranno 4 mila posteggi, 8 aree ristorazione, 20 bar, 459 postazioni stampa, 64 palchi, 34 mila mq di aree commerciali, sui quali sorgeranno una galleria di negozi, uno shopping center e un magazzino di bricolage e fai- da- te, e 30 mila mq tra aree verdi e piazze. La Juventus inaugurerà anche il museo del club e sta pensando, per il futuro, di trasferire anche la sede.
STESSI PREZZI Stadio nuovo, prezzi vecchi. Il primo segnale verso i tifosi è quello del risparmio: il costo dei biglietti e degli abbonamenti non aumenteranno quando la Juventus, dalla stagione 2011- 12, andrà a giocare nel nuovo impianto. Del resto, se la politica del presidente è quella, più volte ribadita, di uno stadio pensato per le famiglie, occorre anche tenere presente il costo della vita.
EFFETTO FAMIGLIE Le linee guida del nuovo stadio sono due: funzionalità e sicurezza. L’impianto è confortevole per il pubblico: senza pista d’atletica, i tifosi possono essere davvero vicini al campo, godere di un’ottima visibilità e far sentire ancora di più il loro sostegno alla squadra. In più, sarà una struttura dotata di tanti servizi, da vivere sette giorni su sette e non soltanto per la partita.
E poi c’è la garanzia di un impianto sicuro: non ci sono scale e in caso di emergenza può essere evacuato nell’arco di pochi minuti.
EFFETTO GOL Due design torinesi si occupano degli interni e degli esterni. Fabrizio Giugiaro ha progettato il rivestimento dell’impianto che dà l’effetto gol: si tratta di lamelle elastiche di metallo che si muovono come se fossero una grande bandiera quando c’è il vento o forti vibrazione. E se qualcuno segna, allo scoppio del boato da parte dei tifosi, ci sarà anche un’onda lunga all’esterno con il movimento della struttura. Forte impatto di linee anche gli interni griffati Pininfarina:
le linee saranno semplice ma di grande personalità. E i giocatori dovranno attendersi parecchi novità e sorprese nell’allestimento dello spogliatoio.
M.S.
